Ha preferito evitare di farsi fotografare con la Supercoppa, perché non la sente totalmente sua. Rafa Benitez pecca di modestia dopo la sua prima vittoria italiana, una coppa i cui meriti lo spagnolo ha preferito attribuire ai giocatori, ai tifosi e alla società, quelli che hanno partecipato attivamente alla Tripletta della scorsa stagione e che si sono guadagnati questa finale. Fresco di arrivo, Benitez lavora con questa squadra da poco più di un mese, la sta imparando a conoscere giorno dopo giorno e i giocatori stanno facendo altrettanto con lui. La sua impronta non è ancora ben visibile, anche per questa ragione ha deciso di ripresentare gli stessi undici e lo stesso modulo schierati da Mourinho nella finale di Champions League, il momento più elevato della storia recente dell’Inter. Mossa vincente, con qualche variante tattica da cui emerge la sua idea di calcio: difesa più alta, pressing avanzato e Pandev proposto a destra, con Eto’o a sinistra (non una novità, anche se a Madrid i due hanno giocato sulle corsie opposte). Per il resto, continuità allo stato puro e quarto titolo in altrettante finali disputate.
Occhio però: Benitez ha effettuato un cambio che alla lunga si è rivelato decisivo. Accogliendo le richieste di Samuel Eto’o, lo ha accontentato avvicinandolo alla porta e il camerunense ha ripagato tale fidcia con una doppietta fondamentale. La Supercoppa 2010 viene conquistata soprattutto grazie a questa variante strategica. Se Milito è l’uomo dei successi di Mourinho,Eto'osi candida a diventare il puntero determinante di Rafa. Ma si tratta solo di uno scenario attuale, destinato a cambiare con il trascorrere del tempo. Il tecnico spagnolo crede ciecamente nel Principe e si aspetta da lui una stagione degna di quella precedente, ma oggi è il bomber d’Africa l’attaccante più in forma. L’ex Liverpool lo ha capito e gli ha liberato spazio davanti, evitandogli faticosi recuperi difensivi, anche a costo di lasciare Chivu troppo solo contro Menez. Un rischio che alla lunga ha pagato, eccome. Quando arriverà la migliore condizione fisica del romeno, questa strategia non sarà più ‘pericolosa’ per la retroguardia interista.
Insomma, se è vero che a vincere la Supercoppa è stata l’Inter della scorsa stagione, con un’evidente impronta mourinhana, Rafa Benitez ha messo in atto quel cambiamento offensivo che potrebbe diventare la chiave di tutta la stagione interista. Con un centravanti come Eto’o più vicino alla porta, aumenteranno i grattacapi per le retroguardie avversarie, e quando Milito tornerà in forma, i gol pioveranno. Sempre che il resto della squadra mantenga un suo equilibrio tattico. Ma anche da questo punto di vista (e le istruzioni dell’allenatore nell’intervallo lo testimoniano) siamo sulla buona strada.
Occhio però: Benitez ha effettuato un cambio che alla lunga si è rivelato decisivo. Accogliendo le richieste di Samuel Eto’o, lo ha accontentato avvicinandolo alla porta e il camerunense ha ripagato tale fidcia con una doppietta fondamentale. La Supercoppa 2010 viene conquistata soprattutto grazie a questa variante strategica. Se Milito è l’uomo dei successi di Mourinho,Eto'osi candida a diventare il puntero determinante di Rafa. Ma si tratta solo di uno scenario attuale, destinato a cambiare con il trascorrere del tempo. Il tecnico spagnolo crede ciecamente nel Principe e si aspetta da lui una stagione degna di quella precedente, ma oggi è il bomber d’Africa l’attaccante più in forma. L’ex Liverpool lo ha capito e gli ha liberato spazio davanti, evitandogli faticosi recuperi difensivi, anche a costo di lasciare Chivu troppo solo contro Menez. Un rischio che alla lunga ha pagato, eccome. Quando arriverà la migliore condizione fisica del romeno, questa strategia non sarà più ‘pericolosa’ per la retroguardia interista.
Insomma, se è vero che a vincere la Supercoppa è stata l’Inter della scorsa stagione, con un’evidente impronta mourinhana, Rafa Benitez ha messo in atto quel cambiamento offensivo che potrebbe diventare la chiave di tutta la stagione interista. Con un centravanti come Eto’o più vicino alla porta, aumenteranno i grattacapi per le retroguardie avversarie, e quando Milito tornerà in forma, i gol pioveranno. Sempre che il resto della squadra mantenga un suo equilibrio tattico. Ma anche da questo punto di vista (e le istruzioni dell’allenatore nell’intervallo lo testimoniano) siamo sulla buona strada.
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